Moiazza | Pala delle Gigia
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18-05-2024
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Sasso di Castro
Pilastro Ucraina
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150 m 7 hauteurs |
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24-06-2012
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Monte Lagazuoi
Ovest
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10 hauteurs |
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28-08-2007
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Piramide del Col dei Bois
Sud
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11 hauteurs |
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L’avvicinamento, come presente nelle relazioni disponibili, è corretto e porta via un’ora. Giunti sotto lo zoccolo vero e proprio, con le pareti della Pala della Gigia e della Torre Jolanda sopra la testa, risalire un ghiaione a sinistra fino a guadagnare il bordo sinistro dello zoccolo, dove questo va a chiudersi in un ulteriore diedro-canale con mughi. Attacco in corrispondenza dello stondato spigolo di roccia chiara.
Relazione:
L1: salire lo spigolo, all’inizio verticale, poi cercando i passaggi meno invasi dai mughi. Qualche clessidra, una con vecchio cordino. Ci sono due possibilità di sostare su clessidra, la prima non cordonata a 50 metri (meglio abbinarla a uno spuntone), la seconda attrezzata a 60 metri circa. III, III+.
L2: facilmente in verticale fino sotto la parete vera e propria, da ultimo leggermente a destra per andare a sostare su un golfare resinato, alla base di una parete fessurata che più sopra presenta un muretto strapiombante affiancato da un diedro. 55 metri, III, II.
L3: salire per una vaga fessura (III+), fino a rimontare il muretto (V-) direttamente o tramite il diedro (proteggersi un po’ prima). Ora si perviene in un diedro camino, non farsi invogliare dalla prima biforcazione verso destra (bel diedro di roccia chiara) ma proseguire ancora 8 metri fino a quando si intravede la possibilità di spostarsi a destra. Un corta fessura (chiodo poco visibile a destra sulla placca) conduce alla comoda sosta su 2 chiodi e cordoni. 45 metri, IV, V-, IV+.
L4: si sale il bel diedro non facile, fino ad un chiodo ottimo (parecchi metri dalla sosta). Ora si dovrebbe andare direttamente a vincere lo strapiombo solcato da una larga fessura, ma visto che da sotto pareva per nulla protetto, siamo usciti con più sicurezza verso destra (V-), poi per paretina (1 cls con vecchio cordino) fino alla sosta, dove c’è un robusto chiodo a tubo con anello eventualmente da rinforzare. 35 metri, IV+, V-.
L5: continuare per il camino-fessura, poi sui muretti alla sua sinistra (clessidre) fino a una comoda sosta su 3 chiodi. 25/30 metri, IV-,III+.
L6: per facili rocce si perviene alla cengia mediana, spostandosi poi svariati metri verso sinistra fino ad una comoda sosta su 2 fix collegati con vecchio cordone e maglia rapida. 25 metri, III.
L7: salire direttamente il muretto sopra alla sosta, o più facilmente a destra, fino sotto ad una fessura strapiombante (chiodo). Non salirla ma deviare a destra, a prendere una zona fessurata più semplice che conduce ad un pulpito. Un muretto (chiodo arrugginito in fessura orizzontale) si vince verso sinistra in esposizione (bello), cui segue un corto diedrino (chiodo) che porta alla base di due fessure parallele (ottime clessidre). Attaccare quella di sinistra, poi andare subito a prendere quella di destra (chiodo, roccia stupenda), fino a pervenire a una comoda sosta su 2 clessidre già collegate con cordone rosso. 40 metri, IV, IV+.
L8: con breve traverso a sinistra si va a prendere un camino nascosto inizialmente ghiaioso con blocchi incastrati (buoni per proteggersi con fettucce lunghe) che man mano diventa più difficile e verticale (chiodo). Giunti al primo tettino, uscire a destra (forse un chiodo) a prendere un corto camino-fessura (clessidra) che porta alla comoda sosta su due fix un po’ alti (appena sotto c’è una sosta con 1 chiodo e clessidra). Tiro bello ma esigente. 35/40 metri, IV, IV+, V-.
L9: per ghiaie portarsi sotto al grande portale scenografico formato da un obelisco incastrato. Vincere con decisione il masso che sbarra il canale (scivoloso, IV+), poi portarsi dopo qualche metro ulteriore sulle ghiaie sulla stupenda parete di sinistra (roccia da 10+ in pagella), che si percorre fino in cima alla pala (clessidre). Sosta con 1 fix + chiodo, cordoni rossi. 55 metri. IV+, IV, III.
Discesa: seguire fedelmente gli ometti, prima transitando nei pressi della traccia di uscita della T.Jolanda, poi decisamente a sinistra alla base di una impressionante parete. Segue una crestina con mughi che conduce (canalino) ad un’altra banca inclinata di ghiaie. Ora risalire a destra (Sud-Est) fino a una forcella, che poi si lascia per scendere un lungo canale (passi di II) che porta alla base dello zoccolo della T.Jolanda (sulla verticale della via Supersoro). Ora a ritroso per il percorso di avvicinamento fino a Passo Duran (2 ore dall’uscita della via). Discesa non difficile ma che richiede attenzione.