Catinaccio/Val Udai | Palacia del Docioril
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09-10-2014
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Cresta dei Tausani (RN)
Monte Gregorio - Parete Est
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3 tiri |
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01-11-2024
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Monte Cengio
Parete Sud - Settore Est
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200 m 7 tiri |
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18-06-2016
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Procinto
Nord
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4 tiri |
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E' giunta l'ora di salutarsi, un po' per scherzo e forse anche un po' no, ci racconta che suo nonno la strega l'ha vista davvero. Infatti....bisogna tenere gli occhi ancora ben aperti, non c'è una comoda mulattiera per scendere ma un sentierino che affaccia su profondi canaloni, occorre fare attenzione. Poi la traccia si fa sentiero più marcato e si ritorna sull'avvicinamento fatto al mattino. Rimarrà comunque ancora in corpo a lungo la sensazione di aver fatto un viaggio dentro la montagna, molto profondo. E nel momento in cui gradualmente si è assimilato tutto questo, improvvisamente ci si accorge di aver ritrovato se' stessi.
Breve relazione: Avvicinamento da Mazzin di Fassa 1372 metri seguendo la strada forestale CAI 580 fino a quota 1720, oltre le cascate del Satcront. Cartello bianco ad un bivio con scritto Soscorza. Ora a destra su sentiero ben marcato, alcune piante con segni di vernice blu. Dopo una ripida salita il sentiero diviene più pianeggiante. C'è un ometto, si sale verso sinistra ripidamente il pendio che porta alla base dello spigolo. Traccia molto incerta nel bosco, si sta sempre a ovest di un canalone tra alberi e massi, ultima parte su terreno più aperto in vista della via. Lo spigolo appare subito molto affilato e verticale, c'è un fix di partenza poco visibile lato canale, che è più idoneo utilizzare come prima protezione. La via è chiodata abbastanza bene, per contro non è sempre facile trovare le protezioni. Si arrampica sempre su terreno verticale ed esposto, il grado V è abbastanza prevalente. In genere i passaggi più difficili sono protetti (fix o chiodi), tranne la partenza del camino a campana del terzo tiro. Qua servono nuts medi e friends grandi (2 e 3) per proteggersi in modo adeguato. Molto utili anche dei cordini aperti per le clessidre che ogni tanto si incontrano. Le soste sono sempre ben attrezzate con fix, chiodi o clessidre, in genere evidenti. La via si capisce che non è molto frequentata, la roccia è buona ma alcuni tratti richiedono attenzione anche alla luce delle protezioni distanti. Il quarto tiro si potrebbe definire quello chiave e il più sostenuto (breve strapiombo, fessura e placca verticale). Il settimo tiro presenta roccia gialla marciotta ma è più facile di quello che sembra. Ultimo tiro (ottavo) con difficile uscita strapiombante dopo un breve diedro, sicuramente V+ anzichè il V- dichiarato. Per raggiungere i prati sommitali è necessario seguire per tracce il crinale, ci sono dei passaggi di III grado per nulla banali su terreno incerto. Per la discesa raggiungere una sella a monte, oltrepassarla fino a guadagnare una quota di circa 2320/2350 metri e affacciarsi verso Sud. Ora individuare la baita di Graziano quota 2180 m e raggiungerla cercando il terreno meno ripido e scivoloso (direzione sud-est). Sotto la baita verso sud si diparte la traccia di discesa, che diventerà sentiero in corrispondenza di una baita più grande a quota 1934 m. Da qua a ritroso fino all'ometto e poi per il percorso effettuato al mattino. Bella arrampicata, indispensabile sapersi muoversi su V grado senza patemi, richiesta pratica nell'uso di protezioni veloci. Considerare l'impegno totale della giornata tra avvicinamento, arrampicata e discesa. Con Gec, che anche questa volta si è fidato delle mie previsioni meteo e della scelta dell'itinerario.