"E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo..." Fabrizio De Andrè
“Finalmente l’avrei
vista”, il primo pensiero appena sveglio, tamattina.
Sono tanti anni che ne sento parlare, che ho
immaginato la sua evoluzione attraverso mille foto, oggi
finalmente.
Sveglia presto, oggi, per sfruttare il fresco dell’alba, un
po’ inoltrata per la verità, colazione sostanziosa, uno
schizzo veloce su un pezzo di carta: le mulattiere che ti
possono indicare gli albergatori, qui, ti fanno risparmiare
a volte davvero tanti chilometri; zaino in macchina e si
parte...macchina, poi, per inteso, è sempre lei, un pandino
bordeaux, che ormai qui in Sardegna ha perso il suo colore
per coprirsi di quel manto bianco, tipico della “Crueza de
ma”...
Il ponte, spazzato via dall’alluvione parecchi
anni fa, fa capolino a valle del parcheggio: ora per
attraversare il torrente c’è una passerella di fortuna, un
po’ aleatoria per la verità...
Zaino in spalla,
direzione sud: ci aspetta un comodo sentiero per un’ora
buona di marcia, anche se il sole, oggi, sale più
velocemente di quanto non ci si faccia caso dal bagnasciuga
di Cala Gonone...
Sconfiggiamo l’arsura
chiacchierando, e racconto a Laura un po’ di quello che so
sulla Sua storia, in realtà non tanto.. il nome,
forse, anzi penso sicuramente, l’ha ereditato dal
cantautore, che tanto ha scritto e vissuto della terra
sarda, da scrivere quel magnifico brano. Nel 2002 era
considerata la via lunga più difficile d'Italia...ripetuta
da Stafan Glowacz e poi da Pietro dal Pra...
Già si
scorgono in lontananza le pareti della gola, verticali,
maledettamente verticali e lavorate, ora grigie, ora gialle,
ora rossastre... in breve ci siamo dentro, sovrastati da
roccia ovunque: siamo dentro ad una delle gole più
spettacolari che io abbia mai visto; Gorropu, la
chiamano.
Il sentiero qui scompare; avanzare, ora,
vuol dire saltare da un masso all’altro, arrampicarsi su
questi macigni caduti da chissà dove; poi la gola si
stringe, le pareti iniziano a prendere la forma delle foto
che ho nella mente: siamo vicini. C’è una Guida, con due
ragazze, domando, con Pietra di Luna in mano, un po’
da “turista per caso”: “Ciao, sai dove rimane questa via?”;
lui non guarda il libro, mi guarda in faccia, poi sorridendo
indica un tronco, abbattuto, appoggiato alla parete, “Sei
venuto per Hotel Supramonte?” Cielo!, c’ero sotto, e non
l’avevo nemmeno riconosciuta! “No, no” sorrido, poi per
togliermi dall’imbarazzo, quasi a far finta di sapere tutto
della via, aggiungo “sono in pochi ad aver vantato una tale
salita, e poi non ho due giorni per fermarmi a bivaccare
all’Hotel...”. “Già!”, risponde lui, ora ride di gusto
”Ricordo quando veniva qui il chiodatore, con una vespa
tutta scassata...”
Ma ormai sono in contemplazione, seguo i
primi chiodi “abbastanza vicini, tutto sommato”, penso; poi
a seguire con lo sguardo le lunghezze, su e ancora su.
“Vedi la’, hanno lasciato un rinvio” mi dice lui.
“Sarà un rinvio fisso”,
“no, no”, risponde, ancora a
ridere “quello l’hanno lasciato in parete gli ultimi che ci
hanno provato! Non è tanto che c’è”.
Che linea! Che
parete! Sono carichissimo, e voglio provare un tiro anch’io,
quindi riparto all’assalto: “Dicevo, questa via, sai dove
rimane?”. “Si, l’hai superata, seguiteci” In pochi minuti a
ritroso, siamo sotto ad una grotta, ai piedi di una fessura
che sale strapiombante a tagliare l’arcata. “E’ questa,
buona arrampicata”... Forse, semplicemente, non l’avevo
voluta vedere, prima, perché era troppo evidente, ma
“Quanto strapiomba!”, penso, ma Laura legge di certo il mio
sguardo, allora sdrammatizzo con un “è solo un 6c, ne verrò
ben a capo...”
Se guardate bene, fra le rotpunkt, di
certo “Devasti & Abbrutti” non la troverete... ma non
importa forse più di tanto: qui non si vince ne si perde,
quella che ho respirato oggi era l’aria di un campo di
battaglia, l’aria di mille battaglie, epiche se volete, che,
in fondo, caratterizzano chi cerca di confrontarsi su questo
campo da gioco magico, che ci fa vibrare, gioire, soffrire,
urlare, imprecare... Per poi bersi un mirto, alle macchine,
offerto dalla guida che ancora rideva.
25-08-2008