La Linea (24 agosto 2008)

15-09-2008

"E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo..." Fabrizio De Andrè



“Finalmente l’avrei vista”, il primo pensiero appena sveglio, tamattina.
Sono tanti anni che ne sento parlare, che ho immaginato la sua evoluzione attraverso mille foto, oggi finalmente.
Sveglia presto, oggi, per sfruttare il fresco dell’alba, un po’ inoltrata per la verità, colazione sostanziosa, uno schizzo veloce su un pezzo di carta: le mulattiere che ti possono indicare gli albergatori, qui, ti fanno risparmiare a volte davvero tanti chilometri; zaino in macchina e si parte...macchina, poi, per inteso, è sempre lei, un pandino bordeaux, che ormai qui in Sardegna ha perso il suo colore per coprirsi di quel manto bianco, tipico della “Crueza de ma”...
Il ponte, spazzato via dall’alluvione parecchi anni fa, fa capolino a valle del parcheggio: ora per attraversare il torrente c’è una passerella di fortuna, un po’ aleatoria per la verità...
Zaino in spalla, direzione sud: ci aspetta un comodo sentiero per un’ora buona di marcia, anche se il sole, oggi, sale più velocemente di quanto non ci si faccia caso dal bagnasciuga di Cala Gonone...
Sconfiggiamo l’arsura chiacchierando, e racconto a Laura un po’ di quello che so sulla Sua storia, in realtà non tanto.. il nome, forse, anzi penso sicuramente, l’ha ereditato dal cantautore, che tanto ha scritto e vissuto della terra sarda, da scrivere quel magnifico brano. Nel 2002 era considerata la via lunga più difficile d'Italia...ripetuta da Stafan Glowacz e poi da Pietro dal Pra...
Già si scorgono in lontananza le pareti della gola, verticali, maledettamente verticali e lavorate, ora grigie, ora gialle, ora rossastre... in breve ci siamo dentro, sovrastati da roccia ovunque: siamo dentro ad una delle gole più spettacolari che io abbia mai visto; Gorropu, la chiamano.
Il sentiero qui scompare; avanzare, ora, vuol dire saltare da un masso all’altro, arrampicarsi su questi macigni caduti da chissà dove; poi la gola si stringe, le pareti iniziano a prendere la forma delle foto che ho nella mente: siamo vicini. C’è una Guida, con due ragazze, domando, con Pietra di Luna in mano, un po’ da “turista per caso”: “Ciao, sai dove rimane questa via?”; lui non guarda il libro, mi guarda in faccia, poi sorridendo indica un tronco, abbattuto, appoggiato alla parete, “Sei venuto per Hotel Supramonte?” Cielo!, c’ero sotto, e non l’avevo nemmeno riconosciuta! “No, no” sorrido, poi per togliermi dall’imbarazzo, quasi a far finta di sapere tutto della via, aggiungo “sono in pochi ad aver vantato una tale salita, e poi non ho due giorni per fermarmi a bivaccare all’Hotel...”. “Già!”, risponde lui, ora ride di gusto ”Ricordo quando veniva qui il chiodatore, con una vespa tutta scassata...”

Ma ormai sono in contemplazione, seguo i primi chiodi “abbastanza vicini, tutto sommato”, penso; poi a seguire con lo sguardo le lunghezze, su e ancora su.
“Vedi la’, hanno lasciato un rinvio” mi dice lui.
“Sarà un rinvio fisso”,
“no, no”, risponde, ancora a ridere “quello l’hanno lasciato in parete gli ultimi che ci hanno provato! Non è tanto che c’è”.
Che linea! Che parete! Sono carichissimo, e voglio provare un tiro anch’io, quindi riparto all’assalto: “Dicevo, questa via, sai dove rimane?”. “Si, l’hai superata, seguiteci” In pochi minuti a ritroso, siamo sotto ad una grotta, ai piedi di una fessura che sale strapiombante a tagliare l’arcata. “E’ questa, buona arrampicata”... Forse, semplicemente, non l’avevo voluta vedere, prima, perché era troppo evidente, ma “Quanto strapiomba!”, penso, ma Laura legge di certo il mio sguardo, allora sdrammatizzo con un “è solo un 6c, ne verrò ben a capo...”
Se guardate bene, fra le rotpunkt, di certo “Devasti & Abbrutti” non la troverete... ma non importa forse più di tanto: qui non si vince ne si perde, quella che ho respirato oggi era l’aria di un campo di battaglia, l’aria di mille battaglie, epiche se volete, che, in fondo, caratterizzano chi cerca di confrontarsi su questo campo da gioco magico, che ci fa vibrare, gioire, soffrire, urlare, imprecare... Per poi bersi un mirto, alle macchine, offerto dalla guida che ancora rideva.

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Comentaris

  • Wow Cesco complimenti, leggendo mi e' venuta voglia di andare a far due passi (e non di piu'!) da quelle parti! ... Pero' una serata in 'Hotel' a Laura potevi offrirla... : )

    25-08-2008

  •  
    Anònim:
    Sì davvero Fede, se poi contiamo l'ora e mezza di sicura e i 20 rest su 10 chiodi... mi doveva offrire la vacanza!! ;)

    25-08-2008